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martedì 3 gennaio 2012

Invictus

Questo l'augurio per il nuovo anno.

Essere sempre padroni del proprio destino, non abbattersi mai, non rinunciare ai propri sogni, anzi fare il possibile per realizzarli anche se la vita non è stata benigna.
L'esempio più fulgido è proprio quello di Henley, l'autore di questa splendida poesia.
Malato, invalido, mai si rassegnò e alla fine visse senza mai essere sconfitto.

Queste le sue parole:

Dal profondo della notte che mi avvolge,
buia come il pozzo più profondo che va da un polo all’altro,
ringrazio gli dei chiunque essi siano
per l’indomabile anima mia.
Nella feroce morsa delle circostanze
non mi sono tirato indietro né ho gridato per l’angoscia.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
il mio capo è sanguinante, ma indomito.
Oltre questo luogo di collera e lacrime
incombe solo l’Orrore delle ombre,
eppure la minaccia degli anni
mi trova, e mi troverà, senza paura.
Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la vita.
Io sono il padrone del mio destino:
io sono il capitano della mia anima.

giovedì 8 settembre 2011

La pipa



Sono la pipa di un autore.
Si indovina, a guardare la mia faccia d'Abissinia o di Cafra,
che il mio padrone è gran fumatore.


Quando è carico di dolori io fumo come la capannuccia cui si prepara il pasto per
il ritorno dell'aratore


Stringo e cullo la sua anima nella rete azzurra e mobile che sale dalla mia bocca di fuoco


e svolgo un dittamo potente che incanta il suo cuore
e guarisce le pene del suo spirito.

Charles Baudelaire

martedì 17 maggio 2011

Alla vita


Alla vita

Prendila sul serio ,
ma sul serio a tal punto
che a settant'anni pianterai un olivo
non perché resti ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte
e la vita peserà di più sulla bilancia.

(Nazim Hikmet)

S'i fosse foco, arderei 'l mondo

S' i' fosse foco, arderei 'l mondo; 
s' i' fosse vento, lo tempesterei; 
s' i' fosse acqua, i' l'annegherei, 
s' i' fosse Dio, mandereil' en profondo; 
s' i' fosse papa, sare' allor giocondo, 
ché tutt' i cristiani imbrigherei; 
s' i' fosse 'mperator, sa' che farei? 
a tutti mozzerei lo capo a tondo. 
S' i' fosse morte, andarei da mio padre; 
s' i' fosse vita, fuggirei da lui: 
similmente farìa da mi' madre. 
S' i' fosse Cecco, com' i' sono e fui, 
torrei le donne giovani e leggiadre, 
e vecchie e laide lasserei altrui.